|G|
come prendi la notizia di un tumore al cervello? bene se il cervello non è il tuo. poi guardi in faccia chi lha e ti senti uno stronzo. è vero lo sono. basta saperlo.
la conosco da poco G, a ottobre ci hanno messi nello stesso servizio al callcenter, attivazioni. un posto dove il cervello non conta, forse per questo tende al suicidio. hanno riunito ad attivazioni un po' di feccia: quelli che non lavorano, i rompicoglioni, quelli che contraddicono, quelli che cambiano sempre il proprio turno. io appartengo alle ultime tre catregorie quindi sono un peso, però nel mio lavoro sono il migliore. ma allazienda poco importa. allazienda servono le pecore.
G da subito mi ha colpito per la schiettezza e per il fatto che si prende tutte le mie mattine. santa veramente santa. la mattina non connetto. io alle sei del mattino mi vado a coricare mica mi sveglio per lavorare. non hanno capito un cazzo.
esco da lavoro alle ventiquattro, unora di straordinario per aspettare peppe. G e valeria ci aspettano in un locale in via albanese, non ricordo il nome, inseme a loro cè un amico di G, faccia simpatica, mi dice che monta condizionatori, gli dico di fare un salto in azienda che in inverno ci sono i tropici e in estate sembra lalaska. beviamo e la prima passata la offre valeria. la facevo lesbica e invece si fionda su peppe. si vede che vuole scopare stasera. a peppe invece guradandola è passata la voglia, qualora ne avesse mai avuta. G mi dice che la prossima settimana farà la risonanza magnetica per capire se il tumore è maligno. comunque andrà a milano per farsi curare o operare. intanto le guardo le tette , enormi, e penso che me la scoperei.
la seconda passata la offro io. ordiniamo vino rosso. parliamo. la serata è gradevole. propongo il kebap. tutti daccordo e usciamo. non ho pagato, tanto è un locale del cazzo e non ci tornerò più. chiamala bevuta proletaria.
col kebap prendiamo altro vino. baldovino un nero davola dop, una merda ma lo bevo comunque. poi G mi propone una canna a casa sua, mi dice che stanotte cè il gran premio, a me del gran premio non me ne fotte un cazzo. me ne fotte della canna e delle sue tette e penso che stasera si scopa e mi viene il cazzo duro. intanto devo lasciare peppe a casa, così mi faccio spiegare la strada.
casa di G è poco fuori il centro storico. due vani al piano terra con il cesso che ci si entra dalla stanza da letto che serve anche da stanza da pranzo e da quello che cazzo vuoi tu. quando citofono mi viene ad aprire, la trovo un po' sconvolta, poi vedo che dentro il letto cè il monta condizionatori. devo aver interrotto una pompa. poco male. mi siedo sul bordo del letto ed inizio a rullare bomboloni. il fumo è puro marocco di quartordine. una vera merda che mi prende male. quando mi risveglio cè quello che guida la ferrari che è primo. quello che guida laltra ferrari è secondo. i gran premi sono una noia mortale. G e il suo amico dormono pesantemente. me ne vado senza svegliarli. sono quasi le sei del mattino. ho ancora il cazzo duro.
